VASSILLI: Libertà è Movimento

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L’EVOLUZIONE DI UN’OPPORTUNITÀ, DAL 1880…

Pochi costruttori nel nostro settore possono dire, come noi, di aver realizzato un’innovativa carrozzina per disabili nel 1880. Ma a renderci più orgogliosi è poter dire adesso, a 140 anni di distanza, che quello spirito intraprendente e caparbio non si è esaurito. Anzi, si è rafforzato.

Leader indiscussi in Italia nella produzione di ausili per disabili, siamo oggi commercialmente presenti in 5 continenti. Una posizione che abbiamo raggiunto – a partire dalla nascita della moderna azienda Berto Vassilli nel 1967 – sempre la strada meno conosciuta e più difficile.

Precursori per vocazione, abbiamo esplorato i nuovi materiali – alluminio, carbonio, titanio – con netto anticipo sui tempi, inventando soluzioni costruttive diventate di applicazione comune a molti anni di distanza. Questa vocazione si è trasformata in un fattore chiave del nostro successo: sviluppare prodotti diversi e speciali destinati a diventare nel tempo prodotti normali.

…AD OGGI

La continua sperimentazione è collegata all’alto livello di customizzazione dei nostri prodotti, che sottoponiamo ad un’evoluzione incessante per rispondere alle esigenze particolari degli utenti.

Perché questa è la nostra missione: costruire ausili sempre migliori, che diano ad ogni utilizzatore una qualità di vita adeguata alle proprie esigenze: libertà di movimento, indipendenza, integrazione sociale e lavorativa, costante supporto fisico ma anche psicologico, soprattutto nelle situazioni ambientali in cui il disabile si trova fisicamente o culturalmente penalizzato. Vogliamo che i nostri prodotti rappresentino, per i nostri clienti, un’opportunità unica per migliorare la propria vita.

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“Quando scivolo veloce, con un leggero fruscio,
lungo le strade deserte nella mia corsa mattutina;
quando mi muovo con agilità tra la folla dell’ora
di punta, per andare al lavoro; quando mi infilo
rapidamente, con pochi gesti esatti, al volante della
mia auto; quando mi arrampico sulla mulattiera
di montagna, sognando il rifugio che mi aspetta.
Insomma, quando vivo, non avverto più i limiti
dell’handicap. L’indipendenza è la mia forza.
Ma per arrivare fin qui serve un ausilio vero, un
mezzo potente e perfetto con il quale entrare in
sintonia, uno strumento che diventi, nel tempo,
una naturale estensione di me stesso. Qualcosa
da scegliere con cura, da capire nella meccanica,
da apprezzare nella tecnologia, ma in grado di
diventare, alla fine, il semplice sinonimo di ciò che
più mi manca: il movimento.
Senza movimento, la libertà non esiste.”